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Il principe - Cap.9 - L'Inversione Graduale
05.03.2026 |
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"" Le guardie entrarono, e io mi offrii subito: montai Garrick, la figa che scivolava sul suo cazzo, gemendo forte mentre lo cavalcavo..."
I giorni seguenti, Roderick sfruttò la nostra sottomissione con un sadismo calcolato, trasformando il "premio" in un gioco che erodeva ciò che restava del nostro amore. Iniziò tutto la sera dopo, quando ci riunì di nuovo nella cella di Thorne. Le guardie ci legarono i polsi dietro la schiena, come sempre, e Roderick si sedette sul suo sgabello, pronto a dirigere lo spettacolo."Stasera," annunciò con un sorriso velenoso, "Thorne ti scoperà, Elara. Come ai vecchi tempi. Ma mentre lui ti riempie la figa, tu succhierai i cazzi delle mie guardie. Mostrami quanto sei diventata brava a servire tutti."
Thorne mi guardò, gli occhi pieni di un misto di desiderio e rimpianto. Mi spinse contro il muro, il suo cazzo già duro premuto contro la mia figa bagnata. Entrò piano, gemendo mentre mi allargava, le spinte lente e profonde. "Elara... ti amo," sussurrò, scopandomi con ritmo crescente, il corpo che sbatteva contro il mio.
Le guardie entrarono subito dopo, quattro stavolta, i cazzi eretti in mano. Garrick fu il primo: mi afferrò per i capelli e mi infilò il cazzo in bocca, spingendo fino in gola. Io succhiai forte, la lingua che sfregava la cappella, ingoiando il suo sapore salato mentre Thorne mi scopava da dietro. "Brava troia," grugnì Garrick, venendo dopo poche spinte, il seme caldo che mi riempiva la bocca. Passai al successivo, il grasso con la barba, succhiandolo avidamente mentre Thorne accelerava, il suo cazzo che pulsava dentro di me. Venni forte, la figa che si contraeva intorno a lui, urlando intorno al cazzo in bocca.
Thorne finì ultimo, venendo dentro di me con un grido, il seme che colava sulle mie cosce misto al mio umore. Le guardie mi avevano già coperta di seme sul viso e sul petto. Roderick applaudì. "Bene. Ma domani... cambieremo un po' le cose."
Il giorno dopo, il premio si ripeté, ma con una variazione. Roderick ci fece iniziare allo stesso modo: Thorne mi scopò, ma stavolta le guardie intervennero prima. Garrick mi penetrò per primo da dietro, mentre Thorne mi guardava. Poi Thorne prese il suo posto, ma solo per poco. "Ora invertiamo," disse Roderick. Thorne uscì da me, e io mi girai verso Garrick, montandolo sopra, la figa che ingoiava il suo cazzo mentre succhiavo Thorne in piedi davanti a me. Thorne gemette, il suo cazzo in bocca mia, mentre io cavalcavo Garrick con fianchi rotanti. "Cazzo... Elara..." ansimò Thorne, venendo sulle mie labbra.
Man mano che le sere passavano, l'inversione si fece più marcata. Al quinto giorno, Roderick ordinò: "Stasera, Elara, scoperai le guardie. Thorne... tu sarai solo succhiato." Mi buttarono sul pavimento, e io spalancai le gambe per Garrick, spingendomi contro il suo cazzo mentre lui entrava. "Sì... scopami forte," dissi, girandomi per prendere Thorne in bocca. Succhiavo il suo cazzo con passione, la lingua che leccava la cappella, mentre le guardie si alternavano nella mia figa, venendo uno dopo l'altro. Thorne venne in bocca mia, il seme che ingoiavo, ma io continuavo a gemere per le guardie, i fianchi che si alzavano incontro alle loro spinte.
Al settimo giorno, l'inversione era quasi completa. Roderick ci lasciò nella stessa cella per l'intera notte, ma con regole chiare: "Elara, scoperai le guardie. Thorne... potrai solo guardarla e farti succhiare se lei vuole." Le guardie entrarono, e io mi offrii subito: montai Garrick, la figa che scivolava sul suo cazzo, gemendo forte mentre lo cavalcavo. "Ancora... datemene di più," implorai, passando al successivo, a quattro zampe, mentre il grasso mi scopava da dietro. Succhiavo Thorne solo ogni tanto, la bocca sul suo cazzo per pochi secondi prima di tornare alle guardie, urlando di piacere mentre venivo ripetutamente.
Thorne sedeva in un angolo, masturbandosi piano mentre guardava, il suo cazzo duro ma ignorato da me per la maggior parte del tempo. "Elara... per favore..." sussurrò una volta, ma io ero persa nei cazzi delle guardie, la figa piena, il corpo coperto di seme.
Alla fine della notte, Roderick fece uscire le guardie e ci lasciò soli per un'ora. Thorne mi abbracciò, ma io mi ritrassi piano. "Ti amo," disse lui.
"Anch'io," risposi, ma i miei occhi erano già sulla porta, in attesa della prossima sera.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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